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Extra vergine di cultivar Ogliarola: fra i più apprezzati per l’armonia fra sapore e aromi

Extra vergine di cultivar Ogliarola: fra i più apprezzati per l’armonia fra sapore e aromi

Di recente insignito delle Due Foglie Gambero Rosso e inserito nella Guida Oli d’Italia 2021, il monocultivar Ogliarola Masseria Faraona è l’extra vergine di oliva che conquista per delicatezza e sapore fruttato medio. Si sente finanche la nota di mandorla che in Puglia è un altro frutto molto amato e coltivato.

L’Ogliarola è la cultivar che accomuna la Puglia e la Basilicata. Si trova in entrambe le regioni e in ciascuna prende denominazioni differenti a seconda della zona in cui viene coltivata. Viaggiando per la Puglia, ad esempio, incontriamo nel nord barese l’Ogliarola Barese detta anche Cima di Bitonto. È coltivata nell’agro di Bitonto e dei comuni limitrofi. È la cultivar da cui otteniamo il nostro extra vergine, lo stesso che la giuria di esperti ha ritenuto meritevole delle Due Foglie Rosse.

Proseguendo verso nord, nel foggiano, troviamo l’Ogliarola Garganica mentre nella penisola salentina, estremo sud della Puglia, vi è naturalmente l’Ogliarola del Salento.

I nostri cugini lucani, invece, la coltivano principalmente nella zona del Vulture-melfese, territorio che comprende le province di Potenza e di Matera. Qui l’Ogliarola diventa del Bradano o
del Vulture.

L’olio prodotto dalle sue olive, più piccole rispetto ai frutti della Coratina, è davvero buono ed equilibrato e si arricchisce di particolari aromi a seconda della zona di coltivazione e delle caratteristiche climatiche. Possiamo affermare con certezza che si tratta di una cultivar straordinaria, perché pur essendo fra le più antiche – esistono diversi esemplari di piante che hanno più di 100 anni - riesce a dare vita a un extra vergine moderno e molto apprezzato da tutti i consumatori: armonioso ma con carattere la cui aromaticità è ben bilanciata.

Le sue olive, nere e piccole, possono apparire simili alle cosiddette olive nolche: olive “dolci” tipiche pugliesi, già mature dagli inizi di settembre, che si suole fare soffritte nell’olio per assaporarne tutta l’essenza.

Ecco, un pugliese doc non le confonderebbe mai e poi mai, perché le olive di cultivar Ogliarola sono di forma ellittica, le nolche sono più tonde; dalle prime si ottiene un olio extra vergine di oliva di qualità superiore, nel nostro caso il monocultivar Ogliarola Barese, con le seconde si prepara una ricetta della cultura gastronomica contadina pugliese.

Di sicuro in comune hanno le origini pugliesi e la notorietà che, come accade per tutte le cose buone e genuine, ha superato i confini regionali conquistando i palati d’Italia e non solo.

Masseria Faraona

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